"Affrontare l'intervento, ma soprattutto la chemioterapia è stato uno dei momenti più difficili della mia vita. Avevo paura degli effetti collaterali, del cambiamento del mio corpo, di non riconoscermi più, ma la paura più grande era quella di poter lasciare i miei cari, soprattutto mio figlio, la cosa più preziosa che ho al mondo. Accanto a questa paura però c'è stata sempre una grande speranza, la speranza di farcela, di rinascere, di continuare ad esserci. È stata questa speranza con l'aiuto di tante persone che mi vogliono bene a sostenermi nei giorni più faticosi, quando la stanchezza, il dolore fisico e mentale sembravano prendere il sopravvento. Il giorno in cui ho terminato la chemioterapia ho provato un'enorme emozione intensa, difficile da spiegare. Quando ho suonato la campana c'era sollievo, gratitudine ed incredulità. Era come poter finalmente respirare dopo un lungo periodo di fatica. Non era la fine di tutto, ma l'inizio di una nuova fase fatta di maggior ascolto di me stessa e di ricostruzione. Nel mio percorso ho avuto la mia compagna di avventura, la mia adorata parrucca. Con lei mi sono sentita meno sola, più forte, anche perché solo poche persone sono a conoscenza del mio percorso medico. E quando, con il supporto prezioso di una persona speciale, la dottoressa Giada Baldini, che mi ha aiutata e tutt'ora lo fa a toglierla, a togliere la parrucca in pubblico, quel giorno ha rappresentato per me un passaggio importantissimo. Mi sono sentita vulnerabile, ho pianto, ma nello stesso tempo libera. In quel gesto ho riconosciuto finalmente il mio percorso, le paure affrontate e la forza che avevo scoperto dentro di me. Non era solo mostrarmi senza parrucca, era accettarmi per quella che sono diventata.Questo, secondo me, è un passaggio meraviglioso, anche perché prima di consegnarmi questa lettera abbiamo parlato e questa accettazione, anzi io direi sublimazione, no, di aver capito del percorso fatto, di averlo superato e di capire chi si è diventati è davvero importantissimo. La dottoressa Giada mi ha accompagnata con delicatezza, aiutandomi a guardarmi con occhi più buoni e a sentirmi sostenuta in un cammino che coinvolge non solo il corpo, ma soprattutto l'intera identità. La paura fa parte del percorso, ma non lo definisce. Io, sempre col sorriso, anche quando andavo a fare le chemio, perché accanto alla paura può nascere una forza, una forza nuova fatta di speranza, fiducia e tanta voglia di futuro. Evviva la bellezza." Stefania